La Stampa (July 16, 1943)
La battaglia nella Sicilia Meridionale –
Le nostre truppe respingono ostinati attacchi sferrati dal nemico con largo appoggio di mezzi corazzati
Reparti paracadutisti prontamente annientati nella piana di Catania – Altri quattro piroscafi per 27 mila tonnellate affondati da nostri aerosiluranti, un incrociatore e due mercantili danneggiati – 14 aerei abbattuti
Il Quartier Generale delle Forze Armate ha ieri diramato il seguente Bollettino N. 1146:
In Sicilia, la pressione avversaria viene contenuta dalle truppe dell’Asse, che hanno respinto ostinati attacchi sferrati con largo appoggio di mezzi corazzati.
Nella plana di Catania nuclei di paracadutisti sono strati prontamente annientati.
Nei combattimenti di questi giorni ai sono distinti il 10.o Reggimento Bersaglieri, la 207.a Divisione costiera e la Divisione germanica «Hermann Göring».
Alla battaglia, che continua aspra e serrata, portano il loro concorso valido ed ininterrotto gli aviatori dell’Asse ed in particolare gli arditi nostri aerosiluratori che hanno ieri affondato quattro altri piroscafi per 27.000 tonnellate e danneggiato un incrociatore pesante e due mercantili di medio tonnellaggio.
Obiettivi navali e terrestri sono stati pure battuti, con efficaci risultati, da bombardieri nostri e tedeschi.
Cacciatori germanici abbattevano nel cielo dell’isola cinque «Spitfire»; due altri velivoli precipitavano in mare colpiti dal tiro di dragamine tedeschi.
Formazioni aeree hanno effettuato incursioni su Palermo, Messina e su Napoli e dintorni, causando danni sensibili ad edifici civili e facendo vittime fra le popolazioni.
Risultano distrutti dalle batterie della difesa sei quadrimotori a Messina e uno a Napoli.
In Mediterraneo un cacciatorpediniere è stato colato a picco da una nostra motosilurante.
Le vittime causate dalla incursione su Torino, citata dal Bollettino n. 1144, sono salite a 402 morti e 601 feriti.
La motosilurante che ha affondato un cacciatorpediniere nemico nell’azione segnalata dal Bollettino odierno, è al comando del sottotenente di vascello Antonio Tedeschi, da Bologna.
