America at war! (1941--) -- Part 2

Il convegno di Casablanca –
Nessun problema risolto in dieci giorni di colloquii

La stampa britannica manifesta la sua delusione e deplora l’assenza degli alleati rosso e cinese

Lisbona, 27 gennaio –
A conferma dei gravi dissidi e delle difficoltà della situazione in Africa settentrionale, si apprende oggi che Roosevelt e Churchill, accompagnati dai rispettivi Stati Maggiori, si sono incontrati a Casablanca, dove avevano convocato anche De Gaulle e Giraud per imporre loro di mettersi d’accordo.

La conferenza, che è durata dieci giorni, ha dato luogo ad un nutrito scambio di messaggi con Stalin e Ciang Kai Scek, i quali, pur essendo stati invitati a parteciparvi, risposero di non potersi assentare dai loro paesi.

Dopo l’incontro, Churchill ha espresso il suo rincrescimento per il fatto che Stalin e Ciang Kai Scek non fossero presenti; lo stesso vivo disappunto è stato d’altra parte espresso pubblicamente anche da Wandell Willkie. Anche i quotidiani londinesi Daily Mail e News Chronicle insistono su questo punto. Nella stampa britannica tutto è relegato in secondo piano. Sono, in generale, telegrammi descrittivi, che parlano del sole e delle bianche case del Marocco, ma dicono molto poco delle decisioni prese. Del resto, anche i comunicati ufficiali sono vaghi e si esprimono in termini generali, di modo che i commenti dei giornali sono, essi stessi, poco precisi, accontentandosi di dare lunghe parafrasi dei comunicati e delle dichiarazioni. Ma dietro a tutto questo – nota la Reuter – sembra si nasconda una delusione generale, pel fatto che i grandi problemi, che tutto il mondo sperava di veder regolati, sembra non lo siano stati. Il News Chronicle ed il Daily Herald esprimono apertamente tale delusione.

Il Times riconosce, altresì, che un accordo completo fra Giraud e De Gaulle non è stato raggiunto, ed aggiunge:

Casablanca non sarebbe certamente stata scelta come luogo per la riunione, se questo dissidio non avesse costituito la immediata preoccupazione della conferenza. Dalla rapida espulsione del nemico dai suoi ripari in Tunisia dipende la possibilità di ogni piano per l’assalto alla fortezza europea nel 1943, e nulla è più suscettibile di ritardare questa vitale tappa preliminare, che la continuazione dei malintesi tra gli alleati sulle linee di comunicazione africane.

D’altra parte il Times ritiene che i piani alleati possono essere messi in esecuzione, con probabilità di successo, soltanto se la minaccia dei sommergibili verrà finalmente dominata.

Il Daily Herald parla più chiaramente:

Cosa è che la conferenza non ha compiuto? Essa non ha certamente realizzato le profezie venute da Washington da una settimana e più. Il gran consiglio strategico delle quattro nazioni alleate non è nato. Nè una parola è detta nel comunicato circa il coordinamento degli scopi degli alleati per il dopo-guerra. Una altra speranza non realizzata è che la conferenza avrebbe eliminato le difficoltà politiche, nette quali gli alleati si trovano in seguito alla loro occupazione dell’Africa settentrionale francese.

In quanto al News Chronicle esso disapprova il fatto che la conferenza abbia avuto luogo in Africa, perchè ritiene che:

…nessuno dei risultati ottenuti giustifica questo spostamento. Tutte le questioni discusse potevano esserlo altrove che in Africa del Nord. Una stretta di mano scambiata fra Giraud e De Gaulle non pub aver regolato la situazione.

(Stefani)